Rosa candida

Rosa candida, dal meraviglioso profumo, avvolgimi nella nebbia del tuo oblio. Rosa rossa, di sangue colorata, offrimi l’opportunità di una morte serena. Rosa gialla, parente dell’invidia da me sempre odiata, rifiutati di mostrarti alla mia vista. Rosa nera, ultima e rara, fiore da cogliere nell’intimità della sera, quando non mi vede nessuno.

Blu e il mondo capovolto!/5

Islanda, che avventura bambini! E voi siete curiosi di sentire come andrà a finire questa storia?

Appena sorse la luna, su uno dei suoi raggi , grazie al potere del mago, fummo catapultati in quella terra selvaggia, nel giardino del folletto Bhjetkix. Che nome buffo!

Si, ma lui non lo era per niente e lo scoprimmo presto quando il raggio lunare ci lasciò sul prato.

<< Ascolta Blu, tu vai a destra e io a sinistra. Chi vede l’erba con il fiore sopra chiama. La prendiamo e andiamo via, prima di essere beccati da quello strano essere. >>

<< Pazzoniglio, guarda! Ma che stupidaggine questa paura e pensare che immaginavo di trovarmi davanti a un mostro; invece è solo un nanetto, un vero folletto. >>

<< Blu, stai parlando della sua ombra; il “folletto nanetto” ti sta guardando dall’albero dietro di te, scappaaaa! >>

<< Ah, il mostroooo! >>

Bambini, era un orco e dal suo ghigno capimmo che le sue intenzioni non erano buone. No, no, proprio per niente.

Scappammo lungo il recinto e finimmo dentro a una grande buca che il folletto aveva fatto, forse per piantare un albero.

<< Io da qui non mi muovo, >> sussurrai << se quello ci vede, ci mangia in un solo boccone. Cosa facciamo adesso? >>

<< Ma guarda davanti a te Blu; vedi l’erba con un fiore luminoso in cima? >>

<< E’ vero! Ero cosi presa dal correre che non me ne sono accorta. >>

<< Ho qui la mia polverina magica che rende invisibili, ricordi? Prendiamo l’erba magica, risaliamo sul tetto e il gioco è fatto. >>

Così fu e ci ritrovammo di nuovo in quel paese lontano. Il mago era un grande mago bambini, perché una volta avuto il rametto volò, quella notte, su case e stradine spargendo pagliuzze dorate tutto intorno.

<< Ora bisogna aspettare >> disse il mago << grazie regina Blu e grazie Pazzoniglio da parte dei nostri poverelli. >>

La mattina dopo, al posto del pozzo buio e profondo, c’era un magnifico castello con portoni, bandiere e torri. Nessuno diceva o faceva il contrario ma la cosa bella era che il re di turno aveva un sacco pieno di monete da regalare ai poveri di quel mondo, che capovolto non era più.